Il presidente del Lions Club Lainate traccia un bilancio dell’anno lionistico appena concluso e racconta i nuovi progetti: dal libro “Il Cibo degli Chef” al prossimo ristorante e negozio solidale nel Comune di Lainate. E confida: «Far parte dei Lions è soprattutto una sfida umana e di gruppo: capire se siamo capaci di pensare agli altri in termini di solidarietà e non soltanto a noi stessi». Con due priorità: servire il prossimo e creare aggregazione».

Intervista di Pino Pignatta

Paolo Caimano presidente Lions Club Lainate

Presidente Caimano, un anno lionistico si è chiuso e uno nuovo è appena iniziato. Lei è soddisfatto dei risultati sin qui raggiunti dal Lions Club Lainate?

«Tutti gli obiettivi – noi Lions li chiamiamo “Service”, una parola che deriva dal nostro motto internazionale, “We Serve”, perché sono obiettivi e progetti per servire il prossimo – che ci eravamo prefissati li abbiamo raggiunti. E hanno tutti la stessa finalità: aiutare chi ha bisogno. Dal volontariato all’alternanza scuola-lavoro, o all’accompagnamento ai disabili: tutte iniziative che hanno un forte impatto sulla cittadinanza di Lainate e sul territorio. Anche grazie ad alcuni sponsor che ci conoscono e ci aiutano a coprire le spese di gestione dei nostri eventi – sportivi o serate a tema – per raccogliere fondi. Mi permetta di indicare una priorità, altrettanto importante: abbiamo bisogno che la gente ci conosca e sappia cosa facciamo, quindi da quest’anno ho creato un comitato Comunicazione che attraverso i social, i media e il nostro sito Internet (www.lionsclublainate.it) racconta “all’esterno” il nostro FARE. Le racconto un sogno nel cassetto a cui sto lavorando: creare una sorta di smart city della nostra comunità, dove l’Amministrazione, i cittadini e le associazioni collaborino attivamente nel condividere progetti e idee».

Quanti service sono stati messi in campo nell’anno lionistico che si è chiuso, e quale di questi le ha dato maggiore soddisfazione per lo spirito del “We Serve” che è patrimonio genetico del mondo Lions?

«Ogni anno, dal 30 giugno al primo luglio dell’anno successivo, lavoriamo su circa trenta Service, alcuni abbastanza semplici, altri più complessi. Se dovessi fare una classifica, direi che tre mi stanno particolarmente a cuore: innanzitutto, “Le borse di studio” alle quinte elementari del Comune di Lainate, e poi “Il resto non si butta”, un’iniziativa del nostro socio Marcello Belotti che si lega al Banco Alimentare. Da settembre 2018 a oggi ha raccolto parecchie centinaia di chili di cibo che altrimenti sarebbero andati distrutti. Lo abbiamo consegnato due volte la settimana alla Caritas di Lainate-Grancia che lo ha distribuito ai poveri».

Il Cibo degli Chef

E il terzo progetto?

«È forse quello che mi darà più soddisfazioni personali e, probabilmente, anche in termini economici porterà al Club un sostanzioso contributo da destinare in solidarietà. Nasce da un’intuizione in crociera, con amici Lions: io mi considero molto fortunato e posso permettermi anche dei lussi, ma 800 milioni di persone sulla Terra patiscono la fame o la malnutrizione. Mentre nelle società più ricca consumiamo più del necessario, con il conseguente aumento sproporzionato di peso. Il diabete è una conseguenza genetica, ma spesso è dovuto anche a una dieta sbilanciata e al raffinamento di riso, farine e altro. Questi pensieri li ho sommati ai più importanti Service lionistici che sono: Il Diabete di tipo 1, l’Ambiente e la Fame nel Mondo, oltre all’oncologia infantile. Elaborando questi pensieri, al rientro dalla crociera ho immaginato un libro dentro il quale importanti chef, oggi considerati influencer, raccontassero la loro vita e la conoscenza del mondo Lions. Mancava l’ultimo fattore: una persona capace di sintetizzare le interviste, e ho trovato nella giornalista Roberta Rampini, con la quale ci siamo divisi i compiti, un aiuto professionale e prezioso».

 

Alcuni dei service animati dal Lions Club Lainate vedono la partecipazione diretta del Comune: è una collaborazione che lascia alla città, e al territorio, frutti interessanti al servizio della comunità? Dal sindaco appena eletto si aspetta una rinnovata condivisione di progetti comuni?

«Non potremmo fare niente senza il supporto dell’Amministrazione comunale, delle scuole e dei cittadini di Lainate. Per fare un esempio: l’ultimo Service in ordine di tempo si è concluso a metà maggio, al Teatro Ariston di Lainate, dove abbiamo consegnato 11 borse di studio ad altrettanti ragazzi meritevoli delle V elementari. Questo è stato possibile grazie al supporto di una squadra che ha unito l’ex sindaco Alberto Landonio, l’assessore alla Cultura Ivo Merli, l’insegnante del Lamarmora Lina Scutifero, che tra l’altro è una socia del Lions Club Lainate, Davide Dorigo e l’intero gruppo docente delle scuole. Collaborare con tutte le autorità locali porti allo sviluppo di progetti importanti, da soli riusciremmo a fare ben poco. Credo che questa collaborazione verrà vissuta con interesse anche dalla nuova Amministrazione, perché ormai a Lainate la nostra associazione raccoglie molti consensi: d’altronde, pur essendo una città moderna, autosufficiente e operosa, Lainate registra comunque aree di malessere, di bisogno, di fatica. Un altro esempio: lo scorso maggio si è svolta la “Pedalions”, evento sulle ruote, senza motore, lungo 11 chilometri delle nostre piste ciclabili, e senza la collaborazione e la professionalità della Polizia locale non avremmo fatto nulla, perché ha permesso alle famiglie di pedalare in sicurezza lungo il percorso. Dietro c’è un altro obiettivo che condividiamo con il Comune: incentivare l’uso della bicicletta come mezzo non inquinante».

Sappiamo che un Service che le sta particolarmente a cuore è l’apertura di un ristorante (e negozio) solidale a Lainate per venire incontro alle persone e alle famiglie meno fortunate. A che punto è questa iniziativa? E quando potrà essere inaugurato?

«È il prossimo progetto importante sul quale stiamo lavorando da sei mesi e abbiamo già raccolto parte dei fondi che ci servono: l’apertura di un ristorante/negozio solidale. Abbiamo coinvolto una serie di associazioni tra cui l’ASGEAAF, gestore del ristorante che opera nel Podere Toselli, la vecchia Amministrazione e alcuni sponsor. L’idea di base è preparare pasti caldi, inizialmente per due giorni la settimana, da distribuire alle persone che ne faranno richiesta al Comune».

Raccolta alimentare Lions Club Lainate

“Il resto non si butta”: l’iniziativa per la raccolta alimentare del Lions Club Lainate

 

Dove sarà il ristorante?

«Il luogo per ora scelto per svolgere questa attività è l’interno del Podere Toselli. Distribuiremo gratuitamente a tutti quelli che saranno autorizzati dal Comune, attraverso rigidi criteri di assistenza sociale, alimenti raccolti attraverso il Service “Il resto non si butta”. In futuro, i due giorni potrebbero diventare tre, e via di seguito. In futuro vorremmo integrare il cibo con altri articoli: abiti, scarpe, calze. Se tutto dovesse funzionare come io spero, faremo partire l’ultimo step del progetto, creando una piccola biblioteca con quotidiani, riviste e libri, da leggere sia sul posto sia a casa. Penso che sia importante tenere fresca la mente e, perché no, allenare il corpo mettendo a disposizione qualche bicicletta. È un progetto in divenire: chissà quali altre cose si potranno aggiungere, anche con il contributo di idee da parte di tutti i cittadini».

Nell’anno lionistico appena iniziato lei sarà ancora presidente, conferma?

«Una legge non scritta dei Lions suggerisce di cambiare le cariche degli Officer ogni anno. Nel nostro Club si è deciso che quando ci sono progetti importanti come quelli che ho raccontato, il Presidente pro tempore possa fare due anni di seguito, per finire quello che ha iniziato. Se consideriamo che una volta scaduto il mandato, il Presidente diventa “Past President”, ed è obbligato, per Statuto, a dare una mano al nuovo Presidente, di fatto opererò per tre anni, che sono sufficienti per portare a termine questi importanti obiettivi».

Presidente Caimano, lei è un imprenditore di successo con alle spalle una vita di lavoro. Che cosa le ha trasmesso sinora l’esperienza di essere un Lions? Che cosa le ha insegnato?

«Mi sono chiesto mille volte perché sono diventato Lions e perché mi fa piacere rimanere. Sono sicuro che non è stato per vocazione: per me, come per la più parte dei Lions, è stato casuale. Un amico mi ha offerto la possibilità di partecipare a qualche meeting operativo. In quelle occasioni ho conosciuto tante persone per bene. Tutti credono che donare un po’ del proprio tempo a chi ha bisogno sia un dovere. Questo è stato uno stimolo a entrare nel Club ma anche una nuova sfida: capire se ero capace di pensare agli altri in termini di solidarietà e non solo a me stesso, e quanto le mie attitudini imprenditoriali potessero essere utili in questo campo».

Borse di studio Lions 2019

La consegna delle Borse di Studio 2019

 

Qualcuno che ambisce a entrare nei Lions potrebbe chiederle se è stato difficile tutto questo… Se è più un un’agenda fitta di appuntamenti o uno sguardo diverso sul mondo…

«Inizialmente è tutto molto facile, dedichi solo il tempo che riesci a ritagliarti dal lavoro. Poi a mano a mano ti organizzi, ti prepari alle riunioni e nel giro di due tre anni diventi un vero Lions. A quel punto, nel mio caso, subentra l’imprenditore: pensi ed elabori un tuo progetto, organizzi la quadra e cerchi, la prima volta con un po’ di apprensione, di portarlo a compimento. È vero, il tempo è quello che è, tra un viaggio e una cena di lavoro non ti rimane molto. Ma volere è potere, si tratta di impegnarti per qualche ora la settimana. Mi creda: è solo una questione di buona volontà e di pensare che quello che fai è una cosa giusta. Poi, quando cominci a essere operativo e ti accorgi che il tuo lavoro è utile ed è riconosciuto, ti senti meglio dentro, a volte vedi il volto delle persone che si illumina, ti rendi conto che quello che hai dato è nulla in confronto a quello che ricevi. In questi ultimi 20 anni, grazie alle esperienze di vita Lions, sono umanamente cresciuto, sono più consapevole che viviamo tutti su uno stesso pianeta e ognuno di noi può e deve fare un piccolo passo nella comprensione degli altri. Un’altra cosa, molto importante…

Prego, di che cosa si tratta?

Frequentare il Club significa anche fare amicizia con le famiglie dei soci, e questo porta a condividere momenti ludici e di crescita: e infatti organizziamo una volta l’anno un viaggio culturale, di conoscenza della nostra bella Italia. Quest’anno a maggio siamo andati a visitare Ravenna e Ferrara: come vede, gli obiettivi non sono solo “Service”, cioè progetti per “servire” il prossimo, ma anche aggregazione. È per questo che il nostro motto adesso è “Fare e condividere”».

Il Cibo degli Chef

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